#ThursdayCoffee: Il sacello di San Vitale

Passeggiando lungo il deambulacro della basilica di San Vitale è possibile notare, nella zona a sud-ovest dell’edificio, una piccola vasca con tre gradini (spesso confusa con un fonte battesimale) e, poco più avanti, un pannello musivo appoggiato al muro perimetrale della chiesa, qui proposto nella foto. Questi due elementi costituiscono le evidenze ad oggi conservate del sacello di san Vitale, un piccolo edificio di costruito nel luogo in cui, secondo la tradizione, fu martirizzato l’omonimo santo.
é noto che l’attuale basilica venne costruita per volontà del vescovo Ecclesio di ritorno da Costantinopoli a partire dal 525, tuttavia la zona era già occupata da una serie di piccoli luoghi di culto costruiti in epoca placidiana e, attualmente, inglobati nella basilica. Nel 1911, durante gli scavi eseguiti nel deambulacro della chiesa dall’allora sovrintendente Giuseppe Gerola, vennero ritrovati un lacerto musivo pavimentale e il basamento del primitivo altare. Il lacerto, che si sviluppa per 1,18 m di lunghezza e 1,04 di altezza, presenta una suddivisione in tre zone: la prima è costituita da una rete obliqua di svastiche; il riquadro centrale, dove era collocato l’altare, è decorato con la raffigurazione di un kantharos circondato da elementi vegetali e da pavoni e, nella parte superiore, con una treccia a due capi; la terza parte risulta essere parzialmente conservata e il tutto è racchiuso da una cornice con tessere disposte a spigoli.
Basandosi sulle dimensioni del mosaico e sulle strutture murarie messe in evidenza durante lo scavo, Gerola ipotizzò che l’edificio si presentasse come un’unico ambiente rettangolare, sviluppato per 4,40 m in lunghezza e 2,50 in larghezza e dotato di altare. Questa proposta di ricostruzione dell’edificio non convinse gli studiosi, i quali ipotizzarono che lo scavo avesse trovato o parte dell’aula oppure l’abside rettangolare. Di fatto, gli scavi realizzati successivamente confermarono questo sospetto e permisero una ricostruzione più completa dell’edificio, che si estendeva per 8,48 m in lunghezza nel lato interno e disponeva di murature piuttosto spesse, di circa 90 cm. Questo dato, se paragonato con lo spessore delle murature del Mausoleo di Galla Placidia (circa 80 cm), ci permette di ipotizzare anche la tipologia di copertura: probabilmente una volta a botte del tutto analoga a quella presente nel Mausoleo placidiano. Gli scavi hanno inoltre messo in evidenza degli interventi di ampliamento laterali, databili negli anni Venti del VI secolo, creando una pianta a croce del tutto simile a quella del mausoleo da Galla Placidia.
La realizzazione della basilica di san Vitale andò a sopprimere l’antico sacello, tuttavia il rispetto e la devozione per il piccolo edificio era tale che se ne volle conservare la memoria in qualche modo. L’insolita inclinazione del nartece della basilica risponde a questa necessità: se uno degli ingressi, infatti, è perfettamente in asse con l’abside della basilica, l’altro è invece disposto frontalmente all’abside del soppresso luogo di culto.