L’importanza del vescovo di Ravenna e dottore della Chiesa san Pietro Crisologo (426-450) viene illustrata in due dipinti dei primi decenni del XIX secolo: il Sogno di Sisto III eseguito da Felice Giani, conservato nel museo Arcivescovile di Ravenna[i] e San Pietro Crisologo moribondo presso l’altare di San Cassiano a Imola di Pietro Benvenuti, pala d’altare esposta in cattedrale[ii].

Il primo dipinto, originariamente collocato nell’Archivio Storico Diocesano, raffigura un episodio narrato dal protostorico ravennate Andrea Agnello (prima metà del IX secolo): il papa Sisto III, nel momento di dover confermare il nuovo vescovo di Ravenna scelto dal clero e dal popolo, sogna san Pietro apostolo e sant’Apollinare suo discepolo che gli impongono un giovane diacono della chiesa di Imola di nome Pietro[iii]. L’opera – di formato  circolare – sebbene propone un’ impostazione solenne del racconto agiografico, nel suo fare pittorico veloce e sintetico richiama lo stile del faentino d’adozione Felice Giani (San Sebastiano Curone, Alessandria, 1758- Roma, 1823) indiscusso caposcuola del neoclassicismo italiano in Romagna. Questo pittore, celebre soprattutto nelle vesti di applaudito decoratore di storie mitologiche all’interno dei sontuosi palazzi nobiliari di Faenza e di Ravenna[iv],  ci fornisce in quest’opera – ascrivibile al 1817 circa – anche un delicato sfondo paesaggistico di Roma, rievocata con i suoi monumenti più rappresentativi[v]. A tal fine lo storico dell’arte Antonio Corbara su questi dipinti di piccolo formato compiuti da Felice Giani afferma: “…la sua personale visione ha modo di distinguersi, trasferendo dall’uno all’altro genere quella sua rapida intuizione espressiva nella sveltezza del tocco immediato…[vi].

Il secondo dipinto si trova esposto nell’altare maggiore della cattedrale di Ravenna. E’ una pala d’altare da attribuirsi alla committenza dell’arcivescovo di Ravenna Antonio Codronchi (1785-1826)[vii]. È stato realizzato nel 1821 dal pittore Pietro Benvenuti (Arezzo, 1769- Firenze, 1844) che ha fornito al soggetto – sempre tratto dal Liber Pontificalis di Andrea Agnello[viii] – un tono celebrativo attraverso una dimensione da romanzo storico. Il vescovo san Pietro Crisologo si trova in fin di vita davanti all’altare della basilica di San Cassiano ad Imola dove era spiritualmente cresciuto. L’illustre presule aveva da poco offerto doni preziosi al sepolcro di san Cassiano, patrono della città, custodito dentro l’altare ed aveva pronunciato alla folla una commossa preghiera di commiato. Il pittore Pietro Benvenuti sceglie il drammatico avvenimento del trapasso in cielo di san Pietro Crisologo. Egli viene sostenuto da due giovani chierici. Attorno al vescovo di Ravenna i notabili di Imola e tutto il popolo è sconvolto dall’inatteso e sconvolgente evento. In alto due angeli conferiscono a san Pietro Crisologo la corona di gloria. La struttura della scena è sapientemente costruita dal pittore in modo molto teatrale con efficaci scorci luministici[ix]. Nelle figure si intravede la capacità ritrattistica di Pietro Benvenuti, qualità riconosciuta dai suoi contemporanei. Egli era un altro pittore famoso, esponente della scuola neoclassica toscana. Benvenuti si era distinto a Firenze per aver affrescato la cupola della Cappella Medici in San Lorenzo e il Salone d’Ercole in Palazzo Pitti[x].

I soggetti dei due quadri sono stati scelti dalla chiesa ravennate con il preciso scopo di rendere sempre vivo e attuale l’esempio e il magistero del primo metropolita di Ravenna san Pietro ‘Crisologo’ (‘oratore aureo’): celebre per la sua raffinata ed incisiva eloquenza espressa nei suoi sermoni nella Ravenna di Galla Placidia. La solennità di san Pietro Crisologo viene celebrata il 30 luglio[xi].

 

Filippo Trerè

Opera di Religione

della Diocesi di Ravenna

 

[i] G. Gardini, in Le collezioni del Museo Arcivescovile di Ravenna, a c. dell’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna, con scritti di G. Fanti, G. Gardini, G. Grillini, P. Novara, Ravenna 2011, p. 107; Id., Sogno di papa Sisto III: i santi Pietro e Apollinare indicano san Pier Crisologo quale arcivescovo di Ravenna, in Sant’Apollinare. Guida iconografica per il patrono di Ravenna, Cesena 2014, pp. 70-71.

[ii] G. Viroli, I dipinti d’altare della diocesi di Ravenna, Bologna 1991, p. 82, n. 21.

[iii] Il Libro di Agnello Istorico. Le vicende di Ravenna antica fra storia e realtà, traduzione e note di M. Pierpaoli, Ravenna 1988, pp. 72-78.

[iv] L. Martini, Favole mitologiche e antiche storie: le decorazioni dei palazzi nobiliari nell’Ottocento, in Ravenna segreta. I volti nascosti della città fra Seicento e Ottocento, testi di D. Domini, L. Martini, G. Viroli, Ravenna 2002, pp. 48-64.

[v] Gardini, op. cit.

[vi] A. Corbara, Ancora sul Giani preromantico, in “Paragone. Arte”, n. 9 (1950), ried. in Gli artisti. La città. Studi sull’arte faentina di Antonio Corbara, Imola 1986, pp. 269-275 (particolarm. p. 271).

[vii] L. Baldini, Antonio Codronchi arcivescovo di Ravenna, Ravenna 1977, pp. 14-16; M. Tagliaferri, Antonio Codronchi e il suo tempo (arcivescovo di Ravenna dal 1785 al 1826), in Fede e Libertà. Scritti in onore di p. Giacomo Martina s.j., a c. di M. Guasco, A. Monticone, P. Stella, Brescia 1998, pp. 135-162.

 

[viii] Il Libro di Agnello Istorico, cit., pp. 76-77.

[ix] Viroli, op. cit.

[x] E. Fezzi, Benvenuti, Pietro, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 8 (1966), http://www.treccani.it; Pittore Imperiale. Pietro Benvenuti alla Corte di Napoleone e dei Lorena, a c. di L. Fornasari, C. Sisi, catalogo della mostra, Livorno 2009.

 

[xi] G. Montanari, Ravenna. Patrimonio dell’umanità. Globalizzazione e storia culturale, Ravenna 2006, pp. 119-121; S. A., San Pietro Crisologo, in “Risveglio Duemila” n. 29 (2012), http://www.diocesiravennacervia.it/san-pietro-crisologo/; F. Fiori, Pietro Crisologo, Santo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 83 (2015), http://www.treccani.it